Carlo Tagliabue

Biografia

a cura di Francesco Vairani

Tagliabue è nato il 29 aprile del 1923 a Milano in una vecchia casa di Porta Garibaldi. Sin da fanciullo comincia a impastare colori, asciugar pennelli, affilare matite. Ha la pittura nel sangue, come si suol dire. A sette anni partecipando a un corso indetto da La Rinascente per gli alunni delle scuole elementari del regno, ne viene escluso, poiché il dipinto presentato, per sicurezza e abilità di esecuzione in raffronto all’età dell’autore, suscita il dubbio di non essere autografo.
Sono ricordi infantili, che sanno di poco, ma appaiono i segni della predestinazione a dipingere di questo nostro artista che a quella età girava per la vie e le piazze della sua vecchia Milano per ritrarne gli angoli più suggestivi.
Infatti, prescindendo da frangiature di fantasia, sia pure vere o verosimili, Tagliabue non solo dipinge e disegna con tensione perfettiva sin dai verdi anni della sua vita, ma da questi inizia seriamente a studiare pittura nel pieno fervore di ripresa e rinnovamento che percorre Milano in quegli anni tormentati del 1935- 1940.
Diviene così apprezzato allievo alla scuola superiore d’arte del Castello Sforzesco a all’Accademia di Brera dove, pur giovane, gli vengono affidati degli allievi per un corso di esercitazioni di copia dal vero.
Gli sono appassionati maestri il Graziani e il Piantani che ne stimolano a fondo la creatività interiore e le molteplici risorse espressive fino alla soglia della maturità. …E’ allora che il Tagliabue unisce al culto della pittura quello dell’arte orafa, antica tradizione di famiglia. E si dedica a queste sue innate vocazioni con grande dedizione e squisita sensibilità di artista.
La guerra lo coglie nel fiore degli inizi. Vien fatto prigioniero. L’angoscia della cattura, la tristezza della cattività, le sofferenze dell’indigenza, il dolore dei bombardamenti, si placano in un prodigioso dipingere tutto ciò che lo circonda imprimendo alle sue tavole l’intenso desiderio della pace.
L’antologia di questo pittore nel periodo di guerra ci offre una testimonianza della supremazia dello spirito proprio nei momenti di grande dolore, ove accanito diviene l’assalto della disperazione e più arduo è non distogliere il pensiero dalla Speranza, lo sguardo dal cielo, il cuore dalla bellezza.
E dopo la guerra il lungo silenzio. L’inesausta volontà di riflessione, l’acuta serietà verso l’arte, l’insoddisfazione interiore dell’artista e dell’uomo, la sete di rinnovamento, ma anche la fedeltà alla tradizione, lo fanno ripiegare a lungo su se stesso.
Ma finalmente Tagliabue ritorna al suo pubblico. Espone a Milano nel novembre 1975. E’ un grande successo. L’essere riuscito in quel modo alla luce del giorno sta la potenza e la grazia di questo nostro pittore.