Paesaggio, 1909/1912
olio su tavoletta
Figura, 1955
olio su tela
- I caratteri della pittura di Cesare Monti si sono tante
volte esaminati su queste colonne, da un dodicennio a questa parte: pittura
che, in sostanza, rimane fedele a se stessa, sebbene non si possa negare
che anch'essa si sia svolta. Monti è anch'egli artista irrequieto,
avido di ulteriori perfezioni. Lo affascina una visione delicata e gentile,
ma insieme vibrante: le sue figure di donna recano il fascino di una grazia
seducente, sostenuta da una pittura vivida, stemperata in un pennelleggiare
talvolta mosso e fremitante. Ma il risultato è sempre chiaro, italiano,
lo stile rimane personale.
Anche qui nella nuova Mostra personale alla Galleria Bolzani, Monti fa
conoscere opere felici come "Le maglie rosse", un bel pezzo
di pittura, umano, poetico, acceso nel colore. Da notare nei paesaggi,
quelli di Venezia, bloccati alla brava, con ampio respiro architettonico.
La modernità vi fluttua dentro, brivido impalpabile. In ciò
Monti è contemporaneo. A voler cercare pezzi di pittura di essenziata
ricerca stilistica e tonale osservare la Natura morta n.2 così calma
e grave, stabilita nel pacato accento delle vere opere di arte.
Dino Bonardi
Milano, 30 Gennaio 1941
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- Cesare Monti
Brescia, 1891 - Bellano (Lecco), 1959
Destinato ad affiancare il padre nella sua attività di barbiere,
viene inviato a Parigi per specializzarsi nel mestiere. Pur seguendo tutte
le fasi di quell'apprendistato, durante il soggiorno transalpino coltiva
da autodidatta la passione per la pittura, e al ritorno in Italia (1908)
decide di dedicarsi all'arte; risoluzione coadiuvata da una borsa di studio
quadriennale del comune di Brescia (Legato Bruzzoni) che nel 1912 gli permette
di trasferirsi a Milano e di aprirvi uno studio. Dello stesso anno è
l'esordio ad un'esposizione della Permanente, ma la sua stagione più
fortunata ha inizio con gli anni Venti, durante i quali partecipa a molte
edizioni della Biennale di Venezia (1920-1950), alle esposizioni di Brera,
alla prima mostra del Novecento Italiano (Milano, 1926), e allestisce importanti
personali presso Bottega di Poesia e la Galleria Pesaro (1927, 1932).
Dedita ai temi del paesaggio (con predilezione per le vedute del ritiro
lacustre di Corenno Plinio), della figura femminile e della natura morta,
la sua pittura trascorre dalle iniziali influenze impressionistiche ai
modi sintetici e ai colori accesi del primo dopoguerra, per giungere in
seguito a toni più cupi e a più solidi impianti spaziali.
Carlo Migliavacca
Milano, 2000
- ... Posto l'occhio sull'arte di Cesare Monti, aggiungiamo
a mò di giudizio riassuntivo che egli è uno dei pochi che
hanno il dono di conservare la dovuta indipendenza artistica sul soggetto
e in modo semplice e chiaro evitare la ricerca leziosa dei particolari.
Se poi esamino la profonda quiete che hanno molti suoi quadri, ben m'avvedo
che essa nacque da quel peritato senso ch'egli ripone nella concessione
e nella elaborazione; senso che lo salva nel contempo da ogni esagerazione.
Anche come uomo, io penso che gli si ha da dare il giusto.
Carlo Carrà
Milano, 16 Gennaio 1927
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