"Gabicce mare" 1960, olio su cartone
telato, 35x25 |
Formatosi a Milano nell'ambito stimolante della Accademia di Brera sotto
la guida di Ambrogio Alciati, Ernesto Pirovano ha individuato precocemente
la propria vocazione nella pittura di paesaggio di matrice naturalistica,
senza trascurare il ritratto e lo studio della figura umana.
Le robuste impressioni alpestri, le delicate immagini delle vallate lombarde,
le luminose scene ispirate dalla riviera adriatica connotate da un segno
sicuro e da una tavolozza sobriamente intimista contraddistinguono la poetica
dell'artista, alieno da esperimenti di avanguardia e convinto assertore
della figurazione.
La consapevolezza di appartenere a una famiglia di acclarata tradizione
alle arti, il senso di radicamento nella società ambrosiana vissuto
profondamente, hanno orientato il pittore verso i valori estetici e morali
di quella borghesia che, nel secondo dopoguerra, operò con passione
alla rinascita della città e del suo tessuto culturale.
Alle proprie inclinazioni Ernesto Pirovano è rimasto fedele nell'arco
della sua intera attività, estesa per circa mezzo secolo, svoltasi
tra l'atelier di corso Indipendenza, le sale espositive della Società
Permanente, della Patriottica, della Famiglia Artistica e della Meneghina
e testimoniata ai nostri giorni dalle opere presenti nelle principali collezioni
pubbliche di arte moderna milanesi, da quelle dell'Accademia di Brera, alle
Civiche Raccolte d'Arte, alla Pinacoteca del Museo di Milano, all'Ospedale
Maggiore, a numerosi e importanti istituti di credito.
Sergio Rebora
| Ernesto Pirovano (1901-1972),
figlio dello scultore Ambrogio Pirovano, studiò a Brera dove ottenne
i premi Bozzi Caimi e Hayez avendo realizzato le opere migliori. Nella sua
vita di lavoro intenso ed umile ha allestito numerose mostre personali e
partecipato a collettive. Sue opere sono presenti in collezioni private
e pubbliche in tutta Europa. |
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